Se pensi che la fotografia non possa essere solo l´istantanea di un momento, il fortuito cogliere l´attimo, ma un prodotto di pensiero, allora qui sei nel posto giusto!

In questo spazio web si parla di una fotografia che sa essere linguaggio, non solo ricerca estetica o pura documentazione del mondo.

Il mezzo fotografico può divenire strumento di comunicazione di pensieri, sentimenti ed emozioni, attraverso uno sguardo più attento, indagine sulla realtà che quotidianamente viviamo.

Limitandoci al panorama fotografico italiano l´idea SLOW WATCHING trova moltissimi punti di incontro con l´operazione culturale condotta da Luigi Ghirri e il gruppo dei fotografi emiliani a partire dagli anni ´70.

Gianni Celati a proposito dell´opera di Ghirri scriveva: "... [...] uno sguardo che non spia un bottino da catturare, che non va a caccia di avventure eccezionali."









Il progetto SLOW WATCHING nasce sulla rete nel 2015 come un gruppo Facebook e si configura come un movimento artistico. Il gruppo è aperto a tutti e, attualmente conta più di 300 autori iscritti di varie regioni d´Italia che possono proporre le proprie fotografie per una lettura collettiva e condivisa ponendo alla base delle valutazioni l´idea che informa il movimento.

SLOW WATCHIG non è un genere, ma una "intenzione" della fotografia e da subito è venuto naturale raccogliere questa idea in un manifesto.

"... [...] La stesura di un manifesto è una delle caratteristiche di quello che definiamo movimento artistico-letterario caratterizzato, nella maggior parte dei casi, da un programma di rottura o rinnovamento rispetto al panorama esistente, caratteristico di un determinato periodo storico e di una determinata regione, che ne costituisce l´identità, ... [...]. Nell´arte un nuovo movimento nasce ed è tale quando si percepisce la necessità di cambiamento e quando gli artisti s´incontrano e s´identificano, riconoscendosi nelle dichiarazioni del fondatore e procedendo nella direzione indicata dal manifesto. Il movimento pertanto indica un gruppo di persone che si unisce attorno a un´idea per promuovere una particolare visione dell´arte. Il sostantivo, deriva dal verbo muoversi, in questo contesto inteso come muoversi insieme, in una stessa direzione, precisamente concordata ... [...]"
Fonte: Laboratorio Di Cult 025 FIAF - Manifesti virtuali di Monica Mazzolini
www.fiaf.net/agoradicult/2017/09/24/manifesti-virtuali_-01-di-monica-mazzolini/










La fotografia sin dal suo nascere si è trovata ad oscillare tra essere la fedele riproduzione della realtà e la libera interpretazione del mondo. Nel primo caso, riponendo una ingenua fiducia nella veridicità del mezzo fotografico, l´immagine viene considerata come un oggetto fortemente referenziale e letta come la realtà stessa. Qui il lavoro del fotografo deve limitarsi ad una serie di operazioni tecniche finalizzate alla più fedele riproduzione del mondo e degli eventi da rappresentare.

Ma sappiamo che a partire dalla semplice operazione iniziale di inquadrare il fotografo compie una serie di scelte che fanno del risultato finale una interpretazione della realtà, un suo personale punto di vista sul mondo.

Sono queste scelte che promuovono il fotografo da semplice "operatore di macchina" ad "artista". Se poi esse non sono finalizzate solo ad una ricerca estetica possiamo iniziare a leggere le fotografie come una serie di segni che raccontano qualcosa che va oltre quello che semplicemente raffigurano, l´immagine diviene produttrice di senso e alla nostra percezione è richiesto di spostarsi su un piano di visione più complesso ed articolato.

Non dobbiamo lasciarci ingannare dall´istantaneità dei tempi di ripresa: la fotografia è un prodotto di pensiero, quindi, sia nella fase della sua realizzazione che in quella della fruizione, occorre necessariamente porsi in una visione più attenta e più lenta del mondo.

Scriveva Luigi Ghirri: "Il grande ruolo che ha oggi la fotografia, da un punto di vista comunicativo, è quello di rallentare la velocizzazione dei processi di lettura dell´immagine. Rappresenta uno spazio di osservazione della realtà, o un analogo della realtà, che ci permette ancora di vedere le cose. Diversamente, al cinema e alla televisione la percezione dell´immagine è diventata talmente veloce che non vediamo più niente. E´ come riuscire, una volta tanto, a leggere un articolo di giornale senza che qualcuno ci volti in continuazione le pagine. E´ una forma di lentezza nello sguardo estremamente importante oggi, considerato il processo di accelerazione di tipo tecnologico e percettivo avvenuto negli ultimi anni."
Fonte: Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia, Edizione Quodlibet, 2010

Si deve pensare che l´uomo solo negli ultimi cento anni della sua millenaria storia, con l´invenzione dei mezzi a motore prima e con il cinema e la televisione poi, ha accelerato il suo processo di visione rendendolo, nel contempo, più superficiale. Andare a "passo d´uomo" prima era la normalità, oggi è divenuto solo uno spiacevole inconveniente dovuto al traffico congestionato.

Pensiamo a come è cambiato il nostro rapporto con la lettura del paesaggio ed in genere di tutti gli eventi ordinari che ci circondano, il nostro sguardo distratto non riesce a soffermarsi su di essi, non ne viene coinvolto. Come rassegnati a non provare stupore nella nostra quotidianità abbiamo smesso di cercarne l´importanza oppure, forse, siamo affetti da quella cecità di chi crede di sapere già tutto.

La fotografia è un lavoro di pensiero e SLOW WATCHING significa riprendere consapevolezza della poesia dell´ordinario attraverso uno sguardo più attento, più lento, e raccontarlo per mezzo della fotografia.

Occorre uno sguardo che sappia rendere dignità alla nostra quotidianità e tornare a provare stupore anche delle cose semplici perché, saper riscoprire quello che ci circonda tutti i giorni, è anche imparare a stare bene con noi stessi, trovare quello che Luigi Ghirri chiamava "il sentimento di stare al mondo".

Marco Fantechi















Slow Watching Photo-art Movement
aderisce al progetto
La cabina di regia per la fotografia
del Ministero dei Beni e
delle Attività Culturali e
del Turismo (MiBACT)